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Discussioni: C'era una volta una piccola città

Martina Spina

Mi sono sempre chiesta: Siamo noi ragazzi, noi giovani, futuro dell'Italia, a non avere più ideali, sogni, aspirazioni oppure è tutto frutto e merito di chi ha più anni di noi? Coloro che non riescono a far crescere il paese in modo tale da istruirci e darci delle virtù morali?È proprio vero che l'uguaglianza è simbolo di disuguaglianza, non si può dare la stessa quantità di pane sia a chi è più affamato sia a chi ha già mangiato. Bisognerebbe dare di più a chi ha bisogno.Io credo però che non sia tutta colpa degli "Alti " della storia, perché dopo tutto, come spesso troviamo a storia, i "Bassi" pur non avendo i mezzi necessari (come l'istruzione) sono spesso riusciti a ottenere il rispetto dei loro diritti e ciò che volevano. Al giorno d'oggi preferiamo rifugiarci dietro alle critiche, stando seduti davanti al telegiornale oppure leggendo i quotidiani e rimanere indignati... senza cercare di migliorarsi, senza cercare di combattere per ciò che vogliamo. Secondo me è questa una delle virtù che nel tempo abbiamo perso, il lottare per ciò che si vuole, per avere uno stato migliore e un luogo più piacevole in cui vivere, senza impoverirsi anche nell'animo.
Vedo spesso molti miei coetanei che si disinteressano completamente a ciò che li circonda. Preferiscono giocare ad iniziare a avere una mente critica e a avere un pensiero, un proprio ideale.
Mi ha molto colpito la questione della lingua.Noi Italiani non sappiamo dare valore a ciò che abbiamo, noi abbiamo fatto la storia dell'intera umanità, abbiamo un bagaglio culturale che tutti gli stati ora più evoluti di noi se la sognano, ce la invidiano. Invece preferiamo "sputare nel piatto dove mangiamo" e gli Alti non sono in grado di aiutarci a apprezzare le nostre ricchezze e a arricchirle. Preferiscono fare i buffoni, gli egoisti invece di investire e promuovere la nostra cultura... che è tanta!

28 giugno 2014

Donatello Santarone

Amaramente brechtiano, lucidamente marxiano (splendida la chiusa: "Forse, se e quando i Bassi sapranno riprendere le fila del loro riscatto, essi dovranno trovare altre strade, ma non diversi scopi alla loro liberazione umana.").

26 giugno 2014

Mavia Vittoria De Filippis

La mia giornata solitaria e grigia si è animata e schiarita leggendo l’apologo e Esercizi cinesi (mi era sfuggito). Entrambi amari, taglienti, alla loro logica non ci si può e non ci si deve sottrarre. Sono manifesti politici di grande spessore culturale e morale. Varrebbe veramente la pena farli circolare anche al di là del tuo sito.
Quando mi si sollecita a migliorare sforzandomi con impegno e costanza a camminare come si deve e a badare alla respirazione, mi si invita a un esercizio concreto volto alla conquista di libertà e indipendenza per non essere suddito di qualcosa o di qualcuno.

23 giugno 2014

Edio Sensi

Esempio pratico di come leggerezza e profondità, semplicità e consistenza possono coniugarsi. La strada per dare spunti di riflessione è forse proprio la favola, visto che ormai anche le cose più semplici, i concetti più chiari sono utopie proiettate nel metafisico che ci fanno completamente dimenticare la nostra appartenenza al fisico, al reale, al quotidiano, al bisogno concreto di misurarci con una realtà che deve tornare a purificarsi da quella nebbia di mistificazione con cui quotidianamente la rendiamo notte.

22 giugno 2014

Ennio Abate

In questa allegoria ben calibrata s’intravvede la storia degli ultimi decenni con una parabola ascendente (le vicende italiane accadute tra dopoguerra, boom economico e anni Settanta e, più in generale, quelle legate al ’68 a livello mondiale) e una discendente (la successiva reazione all’insegna della « parola d’ordine “più mercato meno stato”», volgarmente chiamata ‘neoliberismo’ che ha posto un alt  -  definitivo? -  sia al tentativo di «umanizzare le circostanze» della vita sociale sia ai discorsi sulla «felicità comune». Lo stratagemma narrativo di presentare come discorso degli storici quanto ancora confusamente succede sotto i nostri occhi aiuta a distanziarsi dal presente e a non sottomettersi alla sua tirannica “evidenza”.

http://www.poliscritture.it/2014/06/21/cera-una-volta-una-piccola-citta/#more-816

21 giugno 2014