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VELSO (11/4/1927 - 3/7/2014)

contadino, mio padre

Nasce nel 1927 in una famiglia di piccoli agricoltori della montagna grossetana. Come molti altri della sua generazione, è stato costretto dalla condizione economica a frequenti spostamenti, cercati sempre nell’area della sua provincia di cui sente forte il richiamo, e si è guadagnato la vita in mille mestieri: mezzadro, calzolaio, cavatore, muratore, assegnatario, bracciante, piccolo proprietario, ristoratore.

La musica è da sempre la sua passione. Terminato con la terza elementare l’obbligo scolastico, appena ci riesce si compra una fisarmonica a scala cromatica. Apprende dal maestro della banda musicale di Roccalbegna i fondamenti del solfeggio e il valore della disciplina. Poche lezioni, perché i chilometri a piedi erano tanti e perché si doveva rubare il tempo al lavoro. Per arricchire la sua esperienza musicale, va a stare con lo zio materno, a Vallerona. Zio Paolino è una persona allegra ed estrosa. Si sdebita aiutandolo nella bottega di calzolaio. Così, con la fisarmonica, impara anche il mestiere. La fisarmonica è lo strumento della sua gioventù, delle feste da ballo, delle compagnie e degli amori. Poi la famiglia, il lavoro, le fatiche della povertà costringeranno la musica quasi alla dimenticanza.

Ma la passione riaffiora e quando può si compra una nuova fisarmonica. La mano ha ripreso il ritmo. Riprende dalla memoria vecchie musiche, torna a comporne di proprie, dopo la mazurca composta nella sua prima estate di matrimonio, mentre sotto il sole trebbiava con i bastoni le fave. Però la musica è anzitutto festa e compagnia. Così negli ultimi anni settanta, approfittando del fervore per le tradizioni contadine dei giovani universitari, mette in piedi un gruppo di cantori che fa rivivere il repertorio tradizionale del maggio, della befana, di sega la vecchia. In pensione, prende parte e dà vita a vari gruppi, accompagnato dalla moglie, Elda Passalacqua, che ha affinato una sua grazia e amore per il canto. Compone canzoni popolari, che entrano con altre tradizionali nel suo repertorio. Ha suonato nelle varie manifestazioni del territorio, comparendo anche in trasmissioni televisive sia locali che regionali e nazionali. Da tempo, infine, collabora con le scuole materne ed elementari, dove insegna canti – ne ha composti anche per i bambini – e racconta la vita dei nonni.